Lafalise-Froissart è una Maison di Champagne con sede nel cuore di Verzenay, sulla Montagna di Reims.
La discendenza affonda le radici al tempo della Rivoluzione Francese: ogni famiglia che ha attraversato questa storia ha contribuito alla tenuta con un sapere intrinsecamente legato alla vite.
Lafalise-Froissart è una Maison di Champagne con sede nel cuore di Verzenay, sulla Montagna di Reims. La discendenza affonda le radici al tempo della Rivoluzione Francese: ogni famiglia che ha attraversato questa storia ha contribuito alla tenuta con un sapere intrinsecamente legato alla vite.
Charles Chauvet fu il primo a iscrivere la propria firma in questa storia: nel 1885 acquistò ventisette acri di vigne a Verzenay, dando origine a un piccolo vigneto di famiglia. Paul Chauvet, nato nel 1902, fu un uomo di rischi calcolati: il futuro gli avrebbe dato ragione. Nel 2008 Danielle Lafalise era alla guida dell’azienda di famiglia, affiancata dal marito Dominique Froissart. Insieme, formati da Jacques e Marie-Thérèse, gestivano il vigneto Grand Cru di famiglia, distribuito tra Verzy e Verzenay. Conoscenza e ambizione vennero trasmesse al figlio Paul Froissart, che ne raccolse il testimone nel 2015. Paul intraprese un progetto ambizioso, volto a riportare alla luce il sapere di famiglia: lo Champagne Lafalise-Froissart è rinato nel 2019. Oggi prosegue, mattone su mattone, il lavoro delle cinque generazioni precedenti.
Charles Chauvet fu il primo a iscrivere la propria firma in questa storia: nel 1885 acquistò ventisette acri di vigne a Verzenay, dando origine a un piccolo vigneto di famiglia. Paul Chauvet, nato nel 1902, fu un uomo di rischi calcolati: il futuro gli avrebbe dato ragione. Nel 2008 Danielle Lafalise era alla guida dell’azienda di famiglia, affiancata dal marito Dominique Froissart. Insieme, formati da Jacques e Marie-Thérèse, gestivano il vigneto Grand Cru di famiglia, distribuito tra Verzy e Verzenay. Conoscenza e ambizione vennero trasmesse al figlio Paul Froissart, che ne raccolse il testimone nel 2015. Paul intraprese un progetto ambizioso, volto a riportare alla luce il sapere di famiglia: lo Champagne Lafalise-Froissart è rinato nel 2019. Oggi prosegue, mattone su mattone, il lavoro delle cinque generazioni precedenti.
Il vigneto Lafalise-Froissart è distribuito tra Verzenay, Verzy e Dizy, su una varietà di suoli e sottosuoli. Ogni strato geologico imprime alle viti e alle uve caratteri specifici. Il compito dell’enologo, qui, è custodire l’equilibrio: leggere tra i filari, riconoscere il terroir, lasciarlo arrivare al calice. Il Pinot Nero è il vitigno-simbolo della regione e rappresenta l’ottanta per cento del vigneto Lafalise-Froissart. I terreni di Verzenay e Verzy gli conferiscono un profumo, un aroma e uno stile unici al mondo.
Lo Chardonnay, sul restante venti per cento, è qui più rotondo che altrove in Champagne: viene chiamato “pinot” per le sottili affinità con il Pinot Nero, e ne ricalca, nei toni, una sorprendente fruttuosità. La composizione del terreno gli conferisce un tocco di pienezza ed esotismo, senza mai compromettere la freschezza tipica della varietà. Ogni parcella è vinificata separatamente. Si lavora spesso con lieviti indigeni; la fermentazione e l’affinamento avvengono in barrique mai nuove — una scelta dichiarata, per non coprire il frutto con note legnose eccessive — o in acciaio. L’affinamento sui lieviti, prima in botte e poi in bottiglia, è prolungato a non meno di ventiquattro mesi e si estende ulteriormente per le cuvée principali. Per alcune etichette si utilizza il sistema della riserva perpetua (Solera), che garantisce continuità stilistica e profondità. Paul Froissart predilige tecniche naturali e rispettose dell’ambiente: i vigneti sopravvivono ormai da quasi cinque anni senza diserbanti. L’inerbimento dei filari restituisce vita al terreno e agli organismi che lo abitano; le arature superficiali rinnovano il tappeto vegetale e ne preservano l’ossigenazione. Una visione di lungo periodo: lasciare in eredità ai figli una terra integra e pronta a continuare.
Il vigneto Lafalise-Froissart è distribuito tra Verzenay, Verzy e Dizy, su una varietà di suoli e sottosuoli. Ogni strato geologico imprime alle viti e alle uve caratteri specifici. Il compito dell’enologo, qui, è custodire l’equilibrio: leggere tra i filari, riconoscere il terroir, lasciarlo arrivare al calice. Il Pinot Nero è il vitigno-simbolo della regione e rappresenta l’ottanta per cento del vigneto Lafalise-Froissart. I terreni di Verzenay e Verzy gli conferiscono un profumo, un aroma e uno stile unici al mondo.
Lo Chardonnay, sul restante venti per cento, è qui più rotondo che altrove in Champagne: viene chiamato “pinot” per le sottili affinità con il Pinot Nero, e ne ricalca, nei toni, una sorprendente fruttuosità. La composizione del terreno gli conferisce un tocco di pienezza ed esotismo, senza mai compromettere la freschezza tipica della varietà. Ogni parcella è vinificata separatamente. Si lavora spesso con lieviti indigeni; la fermentazione e l’affinamento avvengono in barrique mai nuove — una scelta dichiarata, per non coprire il frutto con note legnose eccessive — o in acciaio. L’affinamento sui lieviti, prima in botte e poi in bottiglia, è prolungato a non meno di ventiquattro mesi e si estende ulteriormente per le cuvée principali. Per alcune etichette si utilizza il sistema della riserva perpetua (Solera), che garantisce continuità stilistica e profondità. Paul Froissart predilige tecniche naturali e rispettose dell’ambiente: i vigneti sopravvivono ormai da quasi cinque anni senza diserbanti. L’inerbimento dei filari restituisce vita al terreno e agli organismi che lo abitano; le arature superficiali rinnovano il tappeto vegetale e ne preservano l’ossigenazione. Una visione di lungo periodo: lasciare in eredità ai figli una terra integra e pronta a continuare.