Tenuta Ferrata sorge a Castiglione di Sicilia, sul versante Nord-Est dell’Etna.
Un luogo immerso tra noccioleti, querce e castagni, in cui pietra lavica, caseggiati rurali e una villa ottocentesca compongono il paesaggio.
Tenuta Ferrata sorge a Castiglione di Sicilia, sul versante Nord-Est dell’Etna. Un luogo immerso tra noccioleti, querce e castagni, in cui pietra lavica, caseggiati rurali e una villa ottocentesca compongono il paesaggio.
A guidare Tenuta Ferrata sono Oreste Virlinzi e la nipote Simona, mossi da un investimento che mette al centro natura, territorio e tempo lungo. Ventidue ettari vitati tra Contrada Moscamento, Fossa San Marco e Caristia, a circa seicentocinquanta metri di altitudine. Il settanta per cento delle viti è allevato a spalliera, il restante trenta ad alberello, con alcune piante a X o disposte su filare. Nella parte più alta dell’azienda si trovano gli alberelli di Nerello Mascalese da cui si ricavano il Frevi e il Punta Drago. I suoli vulcanici, ricchi di minerali, e le forti escursioni termiche tra giorno e notte conferiscono ai vini il carattere distintivo dell’Etna.
A guidare Tenuta Ferrata sono Oreste Virlinzi e la nipote Simona, mossi da un investimento che mette al centro natura, territorio e tempo lungo. Ventidue ettari vitati tra Contrada Moscamento, Fossa San Marco e Caristia, a circa seicentocinquanta metri di altitudine. Il settanta per cento delle viti è allevato a spalliera, il restante trenta ad alberello, con alcune piante a X o disposte su filare. Nella parte più alta dell’azienda si trovano gli alberelli di Nerello Mascalese da cui si ricavano il Frevi e il Punta Drago. I suoli vulcanici, ricchi di minerali, e le forti escursioni termiche tra giorno e notte conferiscono ai vini il carattere distintivo dell’Etna.
Il nome della tenuta rinvia alla linea ferrata della Circumetnea, costruita nel 1895 per collegare il porto di Riposto ai principali centri del vulcano: il tracciato attraversa i vigneti aziendali. Nel palmento di fine Ottocento si conserva pressoché integra l’area un tempo adibita alla vinificazione, con l’antico torchio e le vasche originali. Le etichette dei vini sono firmate da Sandra Virlinzi, in arte Sdrina. Per i vini Primogeniti l’ispirazione viene dall’ambiente in cui ciascun vino è nato; per i due vini di Contrada il riferimento è cinematografico e letterario — Vendetta di fuoco e Storia di una capinera.
Il nome della tenuta rinvia alla linea ferrata della Circumetnea, costruita nel 1895 per collegare il porto di Riposto ai principali centri del vulcano: il tracciato attraversa i vigneti aziendali. Nel palmento di fine Ottocento si conserva pressoché integra l’area un tempo adibita alla vinificazione, con l’antico torchio e le vasche originali. Le etichette dei vini sono firmate da Sandra Virlinzi, in arte Sdrina. Per i vini Primogeniti l’ispirazione viene dall’ambiente in cui ciascun vino è nato; per i due vini di Contrada il riferimento è cinematografico e letterario — Vendetta di fuoco e Storia di una capinera.